Percorsi segreti, storie fantastiche e leggende ai piedi della Rocca di Soncino

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La Rocca di Soncino

Nella provincia di Cremona sorge un paese la cui storia si perde nella notte dei tempi, ricco di vestigia di grande valore e capace di far compiere ad ogni visitatore un vero “viaggio nel tempo” in ogni periodo dell’anno . In concomitanza con il  periodo di Halloween però, l’atmosfera sospesa che lo contraddistingue si carica ulteriormente di mistero, complice forse la sottile nebbiolina che durante l’autunno ammanta la pianura. Passeggiare tra le viuzze dell’antico centro urbano regala la sensazione di trovarsi all’interno di un vero e proprio “museo a cielo aperto” in cui i fatti del passato sono narrati dagli edifici, dalle mura, dalle chiese e dalle torri segnate dallo scorrere del tempo. La Rocca di epoca viscontea è senza dubbio la struttura che colpisce maggiormente l’attenzione sia per la sua imponenza che per l’ottimo stato di conservazione ma le origini di questo nucleo sono ben più risalenti e sarebbero da collocarsi addirittura all’epoca dei Celti da cui deriverebbe il nome “So-kyn” che potrebbe significare re delle acque o terra al centro delle acque.

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Resti di un antico mulino

Ancora oggi infatti tanti fiumiciattoli scorrono nel sottosuolo con grande potenza, come si può percepire avvicinando l’orecchio agli antichi mulini ancora presenti nel paese seppur inattivi. Narra la leggenda infatti che in origine un piccolo nucleo urbano sorgesse al di sopra di una montagna completamente circondata dalle acque dell’antico lago Girondo, dimora del terrificante drago Tarantasio. Se sia esistita o meno questa creatura non è dato sapere ma di certo ancora oggi se ne conserva memoria in un simbolo che tutti vediamo quando andiamo a far benzina: il cane a sei zampe di Eni in realtà sarebbe proprio questa figura mitologica, voluta da Enrico Mattei quando furono scoperti giacimenti nel lodigiano .

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Percorso sotterraneo sotto la filanda

Soncino regala emozioni e scoperte dietro ad ogni angolo ed anche il sottosuolo non è da meno infatti, un percorso interessante si annida nei sotterranei della città, permettendo agli amanti del mistero di approfondire la conoscenza del luogo da un prospettiva davvero interessante. Con il prezioso supporto di una guida appartenente all’associazione Castrum Soncini che si occupa di preservare, valorizzare e promuovere  questo antico borgo, ci siamo tuffati nei meandri della terra per vedere i cunicoli, le porzioni di mura medioevali, gli alloggiamenti dei soldati e scoprire attraverso una stratificazione storica costante come le strutture del passato diventassero fondamentali per issare le nuove costruzioni votate al progresso tecnologico ed all’industrializzazione, secondo quanto è possibile notare al di sotto della filanda in cui i macchinari necessari per la produzione si integrano con opere ben più antiche.

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Baluardo ipogeo

La cerchia muraria ancora oggi visibile risale al 1200 e fu successivamente utilizzata dagli Sforza per potenziare la cinta difensiva e rendere i loro possedimenti più sicuri. In prossimità della Porta San Giuseppe, uno degli  accessi al borgo, si può entrare mediante una piccola scala all’interno di un antico baluardo ipogeo, mirabile esempio di struttura militare caratterizzata da sfiatatoi che permettevano alla polvere da sparo delle bombarde di non soffocare i soldati e feritoie da cui tener sotto controllo il territorio circostanze ed all’occorrenza aprire il fuoco sui nemici. La grande abilità dell’associazione Castrum Soncini e della Pro loco non è stata solo quella di garantire il recupero di numerose strutture ricoperte di detriti accumulatisi nel corso degli anni rendendoli accessibili a tutti ma anche- e soprattutto- di creare un vero e proprio  circuito in cui coinvolgere il visitatore nella  scoperta dei tesori del borgo attraverso i suoi edifici più caratteristici.

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Chiostro dell’ex convento domenicano

Con un unico biglietto è infatti possibile visitare la Casa degli Stampatori, l’ex Convento domenicano di San Giacomo e la stupenda Rocca. Un percorso intenso in cui si può tornare indietro nel tempo e vedere prender forma sotto i propri occhi la stampa della prima pagina della Bibbia oppure cimentarsi  nella scrittura con la penna d’oca intinta nell’inchiostro   secondo l’usanza degli antichi amanuensi.

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Tra gli stretti vicoli di Soncino, si trova un particolare caseggiato che ospitò una stamperia a caratteri mobili ed è oggi sede del Museo della Stampa. Nel borgo risiedeva ai tempi degli Sforza una colonia israelita consistente di cui fece parte Giosuè Salomone ideatore di questo brillante progetto di cui rimangono ancora oggi traccie ben visibili negli antichi macchinari e nei pregiati manoscritti.

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Museo della stampa di Soncino

Riprendendo la strada con lo sguardo sempre rivolto all’insù per ammirare i tanti dettagli architettonici di palazzi, chiese e campanili si nota una torre campanaria più antica di tutte le altre che ospitò come prigioniero tra le sue segrete il famoso condottiero ghibellino Ezzelino da Romano che morì proprio in questo luogo in seguito alle ferite riportate in battaglia. Per l’importanza che questo personaggio ricoprì in vita ricevette un funerale degno del suo nome ma della sua tomba non vi fu mai traccia. Un mistero circonda la vicenda e dal 1500, cacciatori di tesori, di tanto in tanto, arrivano a Soncino fiduciosi di trovare, insieme all’ultima dimora terrena di Ezzelino, un cospicuo bottino. Proseguendo lungo la strada si arriva in prossimità di Palazzo Azzanelli, in origini proprietà di ricchi mercanti di lana.

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Palazzo Azzanelli

Le preziose decorazioni in cotto della facciata testimoniano l’ abbondanza di argilla di questa zona circondata dalle acque ma ad un’osservazione più attenta appare che le graziose riproduzioni dei putti sono state sfregiate. Pare infatti che Napoleone sia passato di qua e, in collera per non aver potuto portare via queste opere d’arte, abbia lasciato il suo segno  Quante pagine di storia sono scritte tra le strade e gli edifici di Soncino, quanti personaggi illustri sono passati di qua, quanti popoli hanno solcato queste terre ed utilizzato queste acque!

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Dopo tanto girovagare vale la pena di terminare la visita di questa amena località con il suo pezzo forte : la Rocca Viscontea. Una passeggiata all’interno dell’antico fossato permette di ammirarne l’imponenza e capire il ruolo strategico che questo bastione dovette rivestire per i suoi proprietari. Posto all’estremo confine delle proprietà dei Visconti aveva lo scopo di tenere sotto controllo le terre circostanti per scongiurare attacchi da parte dei nemici che spadroneggiavano al di là del corso dell’Oglio. Varcando l’ingresso principale si può ammirare la maestosità e l’eleganza di questa struttura che con il tempo divenne residenza dei conti Stampa.

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Ponti levatoi, imponenti torrioni, alte cortine murarie, spalti merlati, la torre del castellano e la torre cilindrica sono i tanti elementi architettonici che, tutti insieme, contribuiscono a conservare la memoria di un glorioso passato evocato anche dai due musei, quello Storico e quello Civico-Archeologico, ospitati tra le stanze del castello. E come in ogni rocca che si rispetti pare che anche tra queste mura abiti un fantasma, che magari deciderà di mettersi in mostra durante il prossimo Halloween quando-a partire dalle 17- tutto il borgo si animerà di spettacoli, fantastiche ambientazioni e sorprese da brivido.

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Soncino merita ben più di un solo “viaggio nel tempo” e presto tornerò a parlare dei suoi tanti tesori!

Link utili:

Comune di Soncino

pro loco soncino

Castrum Soncini telefono 0374-83675

Valle dell’Oglio info@valledelloglio.it

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

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