IL NOSTRO VIAGGIO NEL TEMPO A BARCELLONA

Viaggio a Barcellona

Barcellona è una meta che non stanca mai perché ha sempre qualcosa di nuovo da offrire ed il vantaggio di poter essere visitata in ogni periodo dell’anno. Dopo qualche anno di assenza abbiamo deciso così di programmare un nuovo viaggio in terra catalana per far vivere anche ai piccoli viaggiatori di casa quell’atmosfera un pò speciale tipica delle città spagnole che nasce dal giusto mix tra vivacità e cordialità degli abitanti, ricca offerta di attrazioni e storia ed ottimo cibo. Sei intensi giorni in cui abbiamo mischiato itinerari culturali, divertimento ed alcune digressioni nelle zone limitrofe in Costa Brava, a Tossa del Mar in particolare, di cui ho già avuto occasione di parlare in un post specifico: Tossa del Mar, viaggio in Costa Brava.

Collina del Montjuic, Castello e Poble Espanyol

Viaggio a Barcellona

Barcellona è circondata da numerose colline che sono state ampiamente utilizzate dall’uomo in ogni momento storico e per ogni necessità e che rappresentano oggi un polmone verde molto importante per una città così popolosa. Abbiamo iniziato la nostra esplorazione partendo proprio dall’alto per godere del fantastico panorama e per andare alla scoperta del castello che troneggia dalla sommità del Montjuic. Questa parte della città è raggiungibile in vari modi tra cui una teleferica che accompagna i visitatori alla conquista della vetta, ma non ne abbiamo approfittato perché abbiamo preferito utilizzare l’auto a noleggio e compiere diverse soste per goderci tutti gli scorci che si susseguono lungo il tragitto  con i nostri tempi.

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Giardini Miramar

I Jardin Miramar sono stati il luogo prescelto per fare la prima tappa e regalarci una bella passeggiata immersi nel verde e nella tiepida atmosfera dell’inverno catalano. I Jardin de Joan Brossa, situati poco più in alto, devono il loro nome al poeta più importante dell’ Avanguardia Catalana ed attirano l’attenzione dei più piccoli per gli scivoli chilometrici e le aree giochi attrezzate.

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Giardini de Joan Brossa

Siamo saliti ancora lungo la strada collinare ed una volta giunti davanti all’entrata principale del Castello, al cospetto della bandiera che garriva fiera come i colori che rappresenta , abbiamo dato ufficialmente inizio al nostro “viaggio nel tempo” a Barcellona. La possente ed austera struttura del castello,  circondata da un ampio fossato attualmente rallegrato da aiuole fiorite, risale al XVII secolo quando si decise di dare un nuovo destino alla vecchia torre di vedetta. Dal grande piazzale centrale si sale alla parte superiore da cui si può ammirare tutta la città. Non ci sono testimonianze particolarmente significative all’interno del castello ma val la pena di entrare per godere di un panorama davvero fantastico.

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Lungo la strada del ritorno abbiamo soffermato la nostra attenzione sull’edificio che ospita la Fondazione  Joan Mirò e sulla bellissima struttura del Museo Nazionale dell’ Arte de Catalunya limitandoci purtroppo ad ammirarli solo dall’esterno per mancanza di tempo. Ci siamo fermati invece al Poble Espanyol, senza rimanerne troppo soddisfatti. Il cosiddetto “villaggio spagnolo” dovrebbe essere una ricostruzione delle principali espressioni architettoniche del paese ma a dire la verità appare come una sorta di parco tematico poco efficace. E’ comunque uno spazio in cui i bambini possono muoversi senza pericoli, in cui ci sono dimostrazioni di alcuni lavori tradizionali come la lavorazione del vetro soffiato ed in cui si può mangiare qualcosa potendo scegliere tra i numerosi locali.

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Il meglio di Barcellona per bambini: il CosmoCaixa

Cosmo Caixa-Viaggio a Barcellona

L’interno del Cosmo Caixa

Un viaggio a Barcellona con i bambini deve assolutamente prevedere una sosta di svariate ore presso il Museo delle Scienze CosmoCaixa, una grandissima struttura con cui è possibile imparare a conoscere il mondo che ci circonda in maniera interattiva e coinvolgente. Situato nel quartiere di  Sarrià San Gervasi, il Museo  si può raggiungere sia con la metro che con l’autobus; per chi è in auto, un comodo parcheggio interno permette di sostare senza problemi. La prima cosa che  colpisce in maniera davvero positiva è il costo  irrisorio del biglietto d’ingresso  che per gli adulti ammonta a circa quattro euro mentre per i bambini è addirittura gratuito.

Viaggio a Barcellona-Cosmo Caixa

Una rampa elicoidale accompagna i visitatori in discesa nei vari piani del museo ed attraverso le varie sezioni di cui si compone, lateralmente un tubo in plastica segna le fasi salienti dell’evoluzione terrestre mentre al centro un tronco di Acariquara dalle enormi proporzioni, ed ormai consumato dal tempo, fa da guida durante il cammino. Si tratta di una pianta tipica dell’Amazzonia che può raggiungere i trenta metri d’altezza, praticamente resistente a tutto ed  a cui pare si sia ispirato Gaudì nella realizzazione di alcune colonne della Sagrada Familia. A partire da questo momento inizia un viaggio alla scoperta del fantastico mondo delle scienze e dell’evoluzione dell’uomo.

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Obiettivo primario della fondazione sociale “La Caixa” è proprio quello di favorire e stimolare la conoscenza scientifica della collettività attraverso  le esposizioni e le mostre che si alternano al museo. Per i bambini è una vera e propria immersione in un mondo da esplorare e conoscere attraverso i vari esperimenti disponibili. Ovviamente a seconda dell’età dei piccoli visitatori ci sarà una sensibilità diversa verso certe tematiche ma la possibilità di essere protagonisti in prima persona di questo universo tutto da capire renderà la visita un’esperienza magica per tutti. Un grande pendolo di Foucalt attira da subito l’attenzione ed impone una sosta prima di proseguire oltre nella grande stanza collocata al piano terra.  Dall’evoluzione dell’uomo sul pianeta, ai grandi fenomeni della gravità o dell’inerzia si passano in rassegna le più vaste aree dello scibile umano e ad un certo punto ci si trova di fronte alla ricostruzione di una porzione di ecosistema amazzonico: una foresta allagata di mille metri quadrati popolata di animali e vegetali.

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La Foresta allagata

Una sorta di calamita per i bambini che hanno la possibilità di vedere con i propri occhi le creature che abitano questo ambiente meraviglioso e persino di provare l’esperienza delle grandi piogge che lo caratterizzano. Spostarsi all’interno del museo è molto facile anche per chi ha passeggini al seguito infatti, oltre alle comode rampe, tanti ascensori collegano i vari piani dell’edificio. Dato che quando si è impegnati ad esplorare il tempo passa facilmente può accadere che senza accorgersene arrivi l’ora di pranzo ed allora può tornare comodo avvalersi del servizio bar collocato all’interno e dotato anche di uno sfogo esterno in cui i bambini possono fare anche una bella corsa . Se ciò che viene raccontato nel museo attira soprattutto l’attenzione dei piccoli viaggiatori, agli occhi degli adulti non può passare inosservata  la struttura che lo ospita: si tratta infatti di un edificio costruito ai primi del novecento da Josep Domenech Estepa’ , mirabile esempio di architettura modernista.

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Dal cortile prospiciente il bar si gode davvero di un bel colpo d’occhio su tutta la facciata. Dopo una pausa corroborante si può riprendere il percorso per continuare la scoperta dei segreti del cosmo. Il “Muro geologico” è stato il pezzo forte della seconda parte della nostra giornata. Attraverso sette grandi tagli di rocce viene  raccontata la storia della geologia mondiale:uno spettacolo impressionante che lascia davvero senza parole. Parallelamente alla visita è possibile partecipare ad una serie di laboratori (come il click and flash o il toca-toca), concentrati per lo più nel fine settimana, a pagamento e da prenotarsi alla cassa. L’esperienza al CosmoCaixa è stata davvero memorabile tanto che abbiamo perso il conto delle ore trascorse al suo interno!

C’era una volta “Barcino”: alla scoperta della storia della città

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La città sotto la città: Barcino

La nostra grande passione per la storia ci ha condotto alla scoperta di alcuni luoghi meno noti di Barcellona ma davvero indispensabili per capire a fondo l’evoluzione  della città. Il Museo di Storia rappresenta la prima tappa fondamentale da fare per risalire nel tempo fino alla fondazione della città romana di Barcino. Dopo aver scoperto che l’ingresso è gratuito tutte le domeniche pomeriggio abbiamo deciso di programma la nostra visita in questa giornata, calandoci in un contesto davvero particolare : il Muhba infatti non espone, come i tradizionali musei, reperti del passato ma permette letteralmente di passeggiare nella storia.

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Dall’ingresso ospitato nella Casa Pedellas, interessante edificio nobiliare, si inizia un percorso sotterraneo di quattro chilometri che porta nel cuore dell’epoca romana tra strade lastricate, terme, mosaici, negozi e ruderi di varia natura. Un vero “viaggio nel tempo” nella città voluta dall’imperatore Cesare Augusto. Al di fuori del museo si può andare alla ricerca del tempio a lui dedicato ed ancora visibile  in un angolo seminascosto del Barrio Gotico. L’imponenza delle colonne rimaste in piedi permette di farsi un’idea della maestosità di questo edificio collocato nel cuore di una città nata a protezione della potente Tarragona che crebbe a tal punto nei secoli da divenire, sia culturalmente che economicamente, una vera potenza.

viaggio a Barcellona

Continuando a camminare all’interno di questo storico quartiere cittadino, tra i resti delle mura romane, le strette viuzze ed i palazzi sontuosi, si arriva in prossimità della cattedrale dall’aspetto davvero maestoso. Alla facciata in stile gotico riccamente decorata si affiancano gli interni davvero vasti composti da numerose cappelle ornate di dipinti e sculture pregiati e da un singolare chiostro in cui sono ospitate tante simpatiche oche. Completa la visita la salita al tetto che vale la pena di fare per ammirare la parte storica della città da una differente prospettiva.

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Interni della Cattedrale di Barcellona

Tornando con i piedi per terra e proseguendo il viaggio alla scoperta della città si giunge all’interno del quartiere de La Ribera in cui abbiamo fatto tre tappe . La prima presso la chiesa di Santa Maria del Mar, considerata una delle più belle della città. Oltre all’aspetto estetico della chiesa è degna di nota la sua particolare storia: questo sacro edificio fu interamente costruito con lo sforzo economico e fisico degli abitanti della zona e da allora i fedeli della parrocchia ne sono i proprietari. A questa singolarità si deve aggiungere un susseguirsi di eventi travagliati che hanno segnato il percorso della sua edificazione. Ben due incendi ed un terremoto si annoverano nel suo passato ma dal senso di pace che si respira al suo interno sembra non recarne traccia.

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Santa Maria del Mar

Camminare per il centro di Barcellona è piacevole ed entusiasmaste perché le scoperte che si possono fare sono davvero incredibili. E così per caso ci siamo trovati  nei pressi del mercato del Born in cui sono emersi durante i lavori di riqualificazione di alcuni anni fa i resti di un quartiere settecentesco demolito dalle truppe borboniche al termine della guerra di successione spagnola.

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Uno scatto sul passato di un intero tratto urbano rimasto lì per secoli. Questa piacevole digressione non ci ha impedito di raggiungere la nostra ultima tappa : il Museo della Cioccolata. Una sosta golosa che ha in realtà anche una valenza storica sia perché  all’interno si ripercorre tutto il cammino fatto dal cibo degli dei attraverso i secoli sia perché la sede si trova nell’ex convento di Sant’Agostino risalente al duecento. Un viaggio nel viaggio con tanto di biglietto d’ingresso tutto da sgranocchiare!

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A tutta Rambla!

Se esiste un posto capace di sintetizzare al meglio la vivacità di Barcellona questo è senza dubbio la Rambla. Dall’originario corso d’acqua stagionale che ha dato il nome a questo luogo che era posto ai margini della città, oggi la strada più famosa di tutta la Spagna è divenuta un vero concentrato di locali, bancarelle, artisti di strada e di tantissima gente che passeggia ad ogni ora del giorno e della notte. Anche se il termine viene comunemente indicato al singolare, la Rambla in realtà risulta formata da cinque diversi settori ognuno con proprie specificità ed attrazioni. La Rambla de les Flors, ad esempio, deve il suo nome alla presenza di numerose bancarelle di fiori che contribuiscono a conferirle un aspetto allegro e colorato. In posizione laterale si sviluppa il mercato più pittoresco e noto della città: la Bouqueria. 

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Non un semplice luogo adibito alla vendita di prodotti gastronomici ma una vera opera d’arte sia per la struttura liberty che lo ospita che per il modo in cui le mercanzie sono esposte  sui banchi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non si tratta affatto di una trappola per turisti ma di un posto adatto a fare acquisti vantaggiosi, soprattutto di spezie, ed abitualmente frequentato  dalla gente del luogo vi si reca giornalmente per fare la spesa. Anche Mirò ha lasciato il suo segno in questo mercato realizzando sopra ad un marciapiede laterale un mosaico variopinto. Poco distante si trova una pasticceria in cui è doveroso sostare per assaggiare la cioccolata più buona della città e non solo ! Si chiama Escribà ed è stata fondata nei primi anni del novecento divenendo da allora un vero punto di riferimento per tutti i golosi.

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Alle spalle del mercato si sviluppa un intreccio di piccole strade che compongono in quartiere di El Raval. Non si tratta di un quartiere dotato di buona fama ma una veloce passeggiata è doverosa per avere una visione d’insieme di tutte le zone di Barcellona, respirando l’autentico spirito della città al di fuori dei percorsi convenzionali,  e per dare una sbirciatina al vecchio ospedale de la Santa Creu, oggi sede della Biblioteca Nazionale della Catalogna, in stile gotico catalano.  

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Riprendendo la retta via, tra artisti di strada pronti ad essere immortalati , si arriva alla base della statua dedicata a Cristoforo Colombo affacciata sul Port Vel. Questo complesso scultoreo dedicato allo scopritore dell’ America fu realizzato in occasione dell’esposizione universale del 1888 ed è considerato tra i monimenti più significativi di tutta la nazione. Visto che all’interno è dotato di un ascensore che porta fino ai piedi del grande navigatore non ci siamo  lasciati  sfuggire l’occasione di salire per ammirare la Rambla e tutta la città da questa considerevole altezza.  

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Barcellona e Guadì

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L’artista che ha lasciato l’impronta più forte in città è senza dubbio Antoni Guadì, massimo esponente del modernismo catalano. Ben sette delle nove opere di Barcellona inserite dall’Unesco nella lista dei beni Patrimonio dell’Umanità sono frutto del suo genio creativo. Per vederle tutte occorrerebbe avere a propria disposizione davvero tanto tempo ma selezionandone alcune si riesce comunque a farsi un’idea ben precisa della grandezza artistica di un uomo che è stato capace di parlare un linguaggio davvero universale. La visita alla Sagrada Familia è senza dubbio il modo migliore per iniziare a familiarizzare con il suo stile. L’imponenza della struttura è capace di far stare in ammirazione e con il naso all’insù anche i visitatori più piccoli, come è capitato ai miei bambini che hanno continuato ad osservare con estrema attenzione tutti i dettagli di cui questa immensa cattedrale si compone. Assolutamente obbligatoria la prenotazione del biglietto fatta on-line e con largo anticipo, infatti tutti coloro che con leggerezza e senza prenotazione si avvicinavano agli ingressi venivano prontamente rispediti indietro e si trattava di  bassa stagione.

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Le modalità di visita previste sono molteplici e vanno dal semplice ingresso, alla visita combinata con la salita alla torre o con accesso ad altre opere di Guadì  fino alla visita guidata. Per questa volta ci siamo limitati a fare una visita ai soli interni con la volontà di tornare per una visita più dettagliata magari quando il cantiere sarà definitivamente chiuso. Infatti i lavori di questa chiesa iniziati nel lontano 1882, anno della posa della prima pietra, non sono ancora stati ultimati. Gaudì iniziò a lavorare ad un progetto già incominciato da un altro architetto ma da subito lo fece suo trasferendovi tutta la sua creatività . Difficile descrivere la sensazione che si prova nel trovarsi al cospetto della facciata della Natività prima e nel varcare la soglia poi:  i singoli elementi che compongono la struttura non sembrano realizzati in pietra ma sembrano al contrario capaci di esprimere un movimento.

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Se le imponenti torri esterne richiamano alla mente le costruzioni di sabbia fatte dai bambini sulla spiaggia è ancora la natura che torna protagonista all’interno dove l’intreccio di ampie colonne ricorda una fitta foresta. La grande capacità di Gaudì è stata senza dubbio il plasmare la materia secondo il proprio volere andando al di là di tutti gli schemi convenzionali e realizzando opere capaci di far sognare. Questo tratto tipico si ritrova nei numerosi palazzi realizzati come dimore di committenti privati. Anche senza entrare, emerge con chiarezza dagli esterni l’originalità di questi edifici che non sembrano appartenere al mondo reale bensì essere il frutto della fantasia di una narratore per bambini dotato di fervida immaginazione.

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Tutta questa creatività si ritrova nel Parc Guell, un complesso architettonico con cui si voleva mirare alla realizzazione di una città-giardino, abbarbicata sulle colline della città e che appare ai visitatori come un luogo fantastico in cui passeggiare immersi nella natura circondati da opere d’arte capaci di porsi perfetta sintonia con ciò che le circonda . Ceramiche variopinte, animali fantastici, colonne che riproducono i tronchi degli alberi, pinnacoli che ricordano stalagmiti : l’arte  si integra alla natura che riproduce. La scoperta di questo parco ha rappresentato per noi un modo giocoso per unire la scoperta di un’opera tanto importante con il divertimento, infatti la ricerca di tutti gli elementi architettonici nascosti tra il verde si è rivelata una sorta di intensa caccia al tesoro.           

Palau da Musica Catalana: dulcis in fundo

Viaggio a Barcellona

Palau de la Musica Catalana

Il nostro “viaggio nel tempo” a Barcellona si è concluso in un luogo speciale la cui visita non era stata neppure programmata. E’capitato per caso di arrivare al cospetto del Palau de la Musica Catalana e di rimanere completamente incantati dalla sua strabiliante struttura esterna . La fortuna ha voluto che per il giorno successivo, l’ultimo a nostra disposizione, ci fossero ancora posti disponibili per la visita guidata, unica modalità d’ingresso prevista . Già dall’esterno si percepisce la particolarità di questa struttura, sede della società corale della Catalogna, fulgido esempio di modernismo catalano. La volontà di realizzare un “giardino della musica” appare chiaramente dalle decorazioni floreali che adornano la facciata ma è all’interno che la ricchezza decorativa esplode letteralmente in tutta la sua grandezza davanti agli occhi dei visitatori.

Viaggio a Barcellona

La maestosità dei saloni e delle scalinate si sposa con ornamenti ricchi e raffinati allo stesso tempo. Dopo una prima sosta al primo piano per ammirare i balconi e tutti i dettagli che li contraddistinguono è la visita alla sala dei concerti che permette definitivamente di comprendere l’attenzione mostrata dell’Unesco verso questo edificio, anch’esso annoverato tra i beni patrimonio dell’Umanità. Spicca al centro della stanza un lucernario in vetro multicolore a cui si accompagnano vetrate laterali, statue e fregi che spuntano dalle pareti dando la sensazioni di trovarsi in mezzo alla natura. Anche il palco è talmente ricco da rendere inutile l’utilizzo di scenografie.

Viaggio a Barcellona

 

Sono tante le immagini che conservo della memoria di questo viaggio a Barcellona, tanti i luoghi che mi hanno fatto sognare e la visita al Palau de la Musica, a poche ore dalla nostra partenza, ha rappresentato una sorta di sintesi delle tante meraviglie di una città capace di sprigionare voglia di vivere ad ogni suo angolo.  

Info utili:

Dove dormire:

Up Suites Bcn

Dove mangiare: 

Pasticceria Escribà

La Paradeta

La Fonda del Port Olimpic

Txapela

Link utili: 

Cosmo Caixa

Sagrada Familia

Museo Archeologico di Barcellona

Parc Guell

Palazzo della Musica Catalana

  

 

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com) 

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