L’ ORTO BOTANICO DI PADOVA SVELA I SEGRETI DELLA NATURA

L’Orto Botanico di Padova oltre ad essere una della maggiori attrazioni cittadine, dal 1997  ha fatto il suo ingresso nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per aver esercitato attraverso i secoli un ruolo fondamentale  nella ricerca scientifica, negli scambi scientifici e nella diffusione di un pensiero volto ad evidenziare gli stretti legami esistenti tra natura e cultura. L’importante motivazione che ha spinto il Comitato del Patrimonio dell’Umanità a conferire all’Orto Botanico di Padova questo importante riconoscimento deriva proprio dalla sua antichissima origine tanto da essere considerato il primo nel suo genere in tutto il mondo. Un’attività di ricerca e scambio di conoscenze che è stata basilare nella creazione dell’Orto Botanico di Padova e che continua tuttora tra le meravigliose stanze e gli archivi ospitati nell’edificio collocato in prossimità dell’ingresso, costruito tra il XVII ed il XVIII secolo come abitazione del direttore.

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La creazione di un horto medicinale in cui coltivare piante da utilizzare nella preparazione di farmaci risale al 1545 e fu dettata dalla necessità di disporre di un patrimonio di piante ben organizzato per non commettere errori e confusioni in campo medico dato che all’epoca si ricorreva a madre natura per guarire tutti i malanni. Ma il valore di quanto contenuto in questo spazio determinò una serie di furti che costrinsero a racchiudere questo patrimonio all’interno di mura. Fu così che venne creata la struttura di orto cinto, ancora visibile ai giorni nostri. Un’imponente muro custodisce un tesoro fatto di piante ed alberi secolari in cui si alternano specie più o meno rare, delle nostre latitudini o esotiche. L’iniziale progetto prevedeva la creazione di un cerchio dentro al quale era iscritto un quadrato più grande diviso a sua volta in altri quadrati strutturati in modo da riprodurre eleganti figure geometriche. Le ideologie dell’epoca influenzarono questa scelta che oggi contribuisce a rendere la visita emozionante ed evocativa. Con il tempo poi le piante trovarono posto anche al di fuori delle mura mescolandosi a fontane, statue e meridiane.

Orto Botanico

Il mio viaggio nel tempo all’Orto Botanico di Padova è iniziato in una piovosa giornata di settembre. Questa circostanza da una parte mi ha permesso di godere della pace di questo luogo in quasi totale solitudine e dall’altra   mi ha fatto subito volare con la mente all’idea di una nuova visita primaverile per sfruttare al massimo la luce ed il tepore del sole. Comunque anche sotto l’ombrello sono riuscita ad esplorare ogni angolo di questo meraviglioso ambiente ed a scattare tante foto, approfittando degli “effetti speciali” forniti gentilmente dalle gocce di pioggia. Tra gli alberi più antichi presenti nell’orto c’è una palma di San Pietro, un ginko ed una magnolia. La palma fu messa a dimora addirittura nel 1585 ed è famosa perché Goethe le dedicò alcune opere scientifiche. Oggi si può ammirare all’interno di una struttura in vetri che la protegge da eventuali intemperie.

 

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In una continua scoperta si scorgono piante insettivore, medicinali, velenose e poi ancora zone dedicate ad ambienti specifici come la macchia mediterranea o i meravigliosi fiori di acqua dolce coltivati in vasche apposite. Ovunque si posi lo sguardo c’è sempre un dettaglio che attira l’attenzione e che impone una sosta. La passeggiata all’interno dell’Orto deve essere lenta, una nuova osservazione di quella  natura che l’uomo da secoli studia e cura.

 

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La visita non si ferma però in questa parte storica ma prosegue in una zona completamente nuova in cui la passione per lo studio della scienza è declinata in chiave moderna. Al termine di uno stretto viale adornato di edera si apre un vasto spazio occupato da avveniristiche serre o più correttamente da un  “solar active building”.   Si tratta di un edificio progettato per il ridurre al massimo l’impatto ambientale in un continuo scambio tra interno ed esterno reso possibile da tecnologie efficientissime.

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Già da fuori la visione è di grande impatto ma è quando si entra che si percepisce la complessità e la straordinarietà di questo progetto. Dentro a questa teca in vetro, lunga cento metri ed alta diciotto è ospitato il giardino delle biodiversità in cui vivono oltre milletrecento specie vegetali.  Un viaggio attraverso le piante ed i loro ambienti, all’interno del complesso tema dell’importanza e della fragilità della biodiversità. La gestione degli spazi, l’alternanza di pieni e di vuoti così come la possibilità di salire ad un livello superiore per cambiare prospettiva rendono la visita una incalzante ed emozionante conquista di una nuova consapevolezza verso il patrimonio vegetale di cui è fatta la Terra.  

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Prima di terminare la visita è doveroso dare un’occhiata agli archivi ospitati nell’edificio che fu la casa dei vari prefetti succedutisi negli anni. Un incredibile tesoro di semi e piante è custodito e catalogato tra queste stanze in un’ottica di continua ricerca e scambio tra scienziati di ieri e di oggi. Se avete in programma di visitare Padova ed il suo Orto chiedete di poter visionare questa parte segreta ed interessantissima, ne uscirete strabiliati.

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Link utili

Orto Botanico di Padova

 

 (Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

 

 

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