LA SINAGOGA DI MILANO, ITINERARIO INSOLITO

La Sinagoga di Milano non rappresenta solo il principale luogo di culto della comunità ebraica della città ma è senza dubbio una meta, fuori dai circuiti tradizionali, che merita di essere visitata e conosciuta. Un itinerario insolito che ho deciso compiere nella settimana in cui ricorre l’anniversario del giorno della memoria. La Sinagoga di Milano si trova in via della Guastalla, proprio di fronte all’omonimo parco, ed è facilmente raggiungibile con la linea gialla della metro con una breve passeggiata dopo aver lasciato la fermata di Crocetta.

sinagoga di milano

La visita può essere effettuata solo con una guida, nei giorni prestabiliti. Prima di essere ammessi all’interno vengono effettuati controlli molto accurati per ragioni di sicurezza. Già dall’esterno questo edificio cattura lo sguardo dei passanti per il tono di blu utilizzato per la realizzazione della facciata ma una volta entrati si resta davvero affascinati! Non ero mai entrata in una sinagoga prima di questa occasione e ne sono rimasta molto colpita. Lo spazio interno è diviso in due piani in modo che uomini e donne possano assistere alle funzioni separatamente. Questa usanza che può sembrare discriminatoria in realtà è finalizzata a permettere ai maschi di seguire lo svolgimento delle preghiere senza distrarsi. L’Ebraismo infatti è una religione matriarcale e tiene in grande considerazione la donna. Non a caso per entrare in questo luogo sacro sono gli uomini che devono indossare il famoso copriacapo, il kippah, e non le donne perchè si ritiene che queste ultime siano sempre in connessione con il divino al contrario dei fedeli di sesso maschile.

sinagoga di milano

Nella Sinagoga di Milano come è tradizione per la religione ebraica non ci sono statue, immagini sacre o quadri ma solo alcune scritte. In questo spazio così sobrio e lineare risalta il pulpito collocato al centro della sala, in mezzo ai fedeli e non in posizione distaccata, dietro al quale si trova an’ampia parete di marmo a ricordo del muro del pianto di Gerusalemme ed una tenda rossa che nasconde la Torah, una grande pergamena contenente testi sacri. Mancano alcuni simboli che siamo abituati a vedere nelle nostre chiese come i confessionali o gli ingincchaitoi mentre se ne notano altri quali ad esempio la menorah, cioè il famoso candelabro a sette bracci, a memoria dei sette giorni della creazione.

sinagoga di milano

 

Attraverso le parole della guida ho scoperto dettagli molto interessanti sulla religione ebraica e sulla storia degli ebrei così profondamente intrecciata con quella dell’antica Roma. Dopo la distruzione del tempio di Gesusalemme da parte di Tito è iniziata la diaspora degli ebrei nel mondo ed allo stesso tempo le loro persecuzioni e le sofferenze. In molte città è ancora oggi identificabile il ghetto in cui furono confinati coloro che professavano la religione ebraica ma a Milano non è mai esistita una zona ad essi dedicata. Dai tempi di Ludovico il Moro infatti esisteva una legge che vietava agli ebrei di restare in città oltre tre giorni e quindi era ammessa la loro presenza solo per esigenze lavorative dopodichè erano costretti ad andare a dormire nelle città limitrofe. Solo agli inizi dell’800 la loro storia inizia a cambiare ed una certa apertura verso gli altri culti permette agli ebrei di professare la propria fede e di edificare edifici di culto. La comunità ebraica formatasi nella capitale lombarda decise così di innalzare una sinagoga davvero importante coinvolgendo uno degli architetti più in voga dell’epoca, Luca Beltrami.

sinagoga di milano

 

Di quell’edificio datato 1892 attualmente rimane solo la bellissima facciata in quanto i bombardamenti della seconda guerra mondiale lo hanno raso completamente al suolo.Salendo al piano superiore, nel cosidetto matroneo la zona adibita alle donne, si riesce a guardare tutto dall’alto e ad apprezzare ancora di più la bellissima architettura della sinagoga. Da questa posizione si nota che nell’edificio entra tantissima luce grazie ad una grande cupola ed alle vetrate realizzate dall’artista neworkese Roger Selden. Nel 1997 infatti la struttura è stata profondamente riammodernata ad opera degli architetti Pinto e Alhadeff a vantaggio di una linea più slanciata e luminosa. Davanti alle vetrate multicolori ricche di simboli ebraici  mi sono soffermata a riflettere sull’importanza di conoscere le usanze ed i valori degli altri culti religiosi, sulla necessità di insegnare ai nostri bambini che il mondo è un posto bellissimo e ricco di varietà che devono essere rispettate perchè in queste differenze sta la ricchezza della nostra umanità. Se viaggiare ha un senso non può che essere questo: imparare ad amare il mondo e la gente che lo popola senza schemi precostituiti e con la mente libera da pregiudizi . 

Info utili

Per visitare la Sinagoga principale di Milano si consiglia di consultare il seguente link

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

 

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2 Comments:

  1. Quante cose mi hai fatto scoprire, non sapevo nemmeno ci fosse una sinagoga a Milano… davvero una visita interessante!

    • Le cose che non si conoscono sono sempre tante, per me poi Milano è tutta una scoperta perchè io sono ligure! La sinagoga è una meta interessante e bellissima, purtoppo poco conosciuta e questo è un vero peccato. Le guide sono molto disponibili nel fare conoscere i dettagli del proprio credo. Sono stata davvero contenta di andare e presto tornerò con i miei bambini. Grazie Anna e fammi sapere come ti è sembrata quanto riuscirai a visitarla !

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