IL CILENTO E LA SUE MERAVIGLIE ARCHEOLOGICHE

Il Cilento è una terra bellissima che merita di essere visitata per moltelpici ragioni: se la natura, il mare, le spiagge, i tramonti indimenticabili sanno farsi amare al primo sguardo, i reperti archeologici che custodisce sono talmente significativi ed interessanti da trasformare ogni viaggio in una scoperta a dir poco incredibile.

 

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Il Cilento è quella porzione di Campania che si sviluppa a sud della provincia di Salerno e racchiude un insieme di antichi borghi, colline verdeggianti, spiagge, tratti di costa aspri e a strapiombo sul mare che hanno portato l’Unesco ad insignire questo insieme di ricchezze dell’importante titolo di “bene patrimonio dell’Umanità”. Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano si fregiano di questo riconoscimento dal 1998 per quella straordinaria sinergia che la natura e l’uomo sono stati capaci di realizzare sin dai tempi più lontani. I primi insediamenti umani risalgono infatti al Paleolitico e fino all’età del rame i nostri antenati hanno abitato questi luoghi lasciando tracce del loro passaggio  nelle grotte costiere. Nell’VIII secolo furono poi i Greci a lasciare i propri segni sul territorio con la creazione di Poseidonia ed i Focei dell’Asia Minore con l’edificazione di Velia. Visitare il Cilento significa quindi avere la possibilità di compiere un “viaggio nel tempo” davvero intenso !

 

Cilento: le grotte preistoriche 

A Camerota, oltre al bellissimo mare, si trovano grotte e falesie custodi di una storia millenaria. Le più antiche comunità umane del bacino mediterraneo infatti hanno abitato questi luoghi continuativamente da 500 mila anni fa fino a 3 mila anni fa . La particolarità consiste nell’aver scoperto che Neanderthal e Sapiens hanno vissuto contemporaneamente da queste parti come testimoniano i reperti rinvenuti.

 

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Grotta della Cala

 

Si chiama “Il cammino delle falesie preistoriche” un progetto molto interessante vincitore del bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri volto a valorizzare il patrimonio preisstorico di questa porzione del Cilento. Un gruppo di giovani studiosi appassionati porta avanti con impegno questa attività  presentando al pubblico il lavoro di scavo  degli archeologi  impegnati nella scoperta  di una grotta affacciata direttamente sulla spiaggia di Marina di Camerota.

 

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La Grotta della Cala è stata così resa fruibile ai visitatori durante l’estate appena passata grazie al lavoro  di questi ragazzi impegnati nel fornire dettagliate informazioni sugli antichi occupanti ma soprattutto mettendo in essere un tour decisamente interessante grazie all’ausilio di dimostrazioni pratiche  come l’accensione del fuoco, molto gradita dal pubblico più giovane.

 

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La palentologia grazie al supporto della paleobotanica, della paleozologia, della sedimentologia, delle scienze naturali e della medicina legale hanno permesso di svelare informazioni importanti sia sugli uomini del passato che sulle variazioni geologiche ed ambientali del territorio. Entrare negli spazi in cui gli uomini preistorici svolgevano la propria vita è davvero emozionante ed ancora di più poter vedere un sito in cui gli scavi sono ancora in corso di svolgimento. E’ stata davvero una fortuna scoprire questo gruppo di ragazzi e poter vivere questa bella esperienza in loro compagnia.

 

 

Cilento: alla scoperta dell’antica Velia

 

Procedendo in avanti nel nostro viaggio nel tempo siamo giunti nei pressi di Ascea per fare visita all’antica città di Velia. Per essere più precisi sarebbe opportuno parlare di Elea, nome attribuitole dai Focei suoi fondatori. Non si tratta di una colonia sorta per fare aproviggionamento di materie prima ma della realizzazione di un luogo in cui ricominciare da zero la propria vita dopo essere stati scacciati dalla propria terra in Asia Minore dai conquistatori Persiani.

 

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Sito archeologico Elea/Velia

 

I Focei quindi dopo aver un po’ vagato per il Mediterraneo trovarono un luogo geograficamente  adatto alle proprie esigenze e si fermarono. Il sito di Velia/Elea rappresenta quindi alla perfezione una città del V secolo e passeggiando tra i resti sembra di calarsi nella vita dell’epoca. Oltre alle possibilità di ammirare emergenze archeologiche ben conservate val la pena di visitare questo luogo per il suo legame con Parmenide, uno dei più grandi pensatori del mondo greco, originario proprio di Elea.

 

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Una cinta muraria proteggeva il nucleo cittadino dall’esterno ed ancora oggi è possibile ammirare la porta di accesso e subito in successione i quartieri in cui era sapientemente suddiviso lo spazio interno. Interessante notare la presenza di marciapiedi, canali e cisterne che denotano una grande competenza ingegneristica. In questa città della Magna Grecia la storia si legge a strati e capita di trovare resti romani mescolati e fusi insieme a quelli di epoche precedenti. La città infatti con il passare degli anni passò sotto il controllo dei Romani divenendone municipio.

 

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In posizione dominante rispetto al resto del nucleo urbano si trovano i resti dell’antica  acropoli  mescolati ad edifici di epoca più tarda come la torre collocata in una posizione davvero invidiabile. Raramente è possibile entrarvi e quindi ci riteniamo molto fortunati per aver avuto questo privilegio ed aver ammirato il panorama che si gode da lassù.

 

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Cilento: una meraviglia chiamata Paestum

 

Quando si pensa al Cilento è facile configurarsi nella mente l’immagine dei templi di Paestum di cui libri e documentari parlano diffusamente. Non è altrettanto semplice capire cosa possa significare trovarsi al loro cospetto e sentirsi così piccoli davanti a tanta maestosità . Sono rimasta letteralmente di stucco davanti al tempio di Nettuno ed estasiata non appena ho saputo che era possibile far accesso all’interno.

 

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L’area archeologica di Paestum è famosa nel mondo grazie al suo perfetto stato di conservazione che permette di ricostruire con precisione millimetrica la vita al tempo della Magna Grecia. Il sito fu abitato dalla preistoria, come testimonia la grande necropoli risalente a quest’epoca a cui è dedicato un allestimento all’interno del Museo Archeologico, ma la grandezza del sito è legata all’epoca greca ed in particolare ad una colonia di Achei in fuga da Sibari. Robuste mura circondano l’area archeologica facendo da subito intuire la grandezza custodita al suo interno.

 

 

Poseidonia era il nome originario della città attribuitole dai suoi fondatori in onore del dio Poseidone. Alla magnificenza di epoca greca seguirono successive fasi di conquista in cui i Lucani prima ed i Romani poi s’impossessarono della città. Anche in questo caso la visita del sito è una scoperta dei tanti strati in cui è scritta la sua storia. La vastità e la ricchezza dell’area archeologica è impressionante ma sono i suoi templi a rappresentare al meglio Paestum.

 

 

Il tempio di Era, quello di Nettuno ed infine il tempio di Atena racchiudono tutta la storia, la perizia e la grandezza di un popolo . La visita guidata è senza dubbio la scelta migliore per approfondire la conoscenza del luogo ma anche in autonomia, procurandosi alla biglietteria una guida, è possibile gustarsi la bellezza di queste eterne costruzioni. E’ interessante sapere che la prima domenica del mese il sito è visitabile gratuitamente. Per concludere la giornata al meglio, una visita al museo archeologico permette di tirare le somme sull’importanza di Paestum nei secoli.

 

 

Il Cilento ha tante bellezze che meritano di essere scoperte e presto tornerò a parlarne !

Link utili

Area archeologica di Paestum

Area archeologica di Velia

Grotte preistoriche

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

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