VISITARE LA SPEZIA IN TRE GIORNI

Quanti giorni occorrono per visitare La Spezia? Provo a darvi una risposta da spezzina doc e vi dico tre giorni . In realtà i tempi potrebbero variare molto in relazione ad eventuali escursioni che decidiate di fare nei dintorni ma non comettete l’errore di scegliere questa ridente cittadina semplicemente come base per la scoperta della Liguria di Levante e concedetevi il lusso di assaporare tutto ciò che ha da offrire. Negli ultimi anni ha subito un profondo cambiamento e sta acquisendo la consapevolezza delle proprie potenzialità, a beneficio di tutti.

Pur avendo tutte le carte in regola, La Spezia non è mai stata una città ad esclusiva vocazione turistica, altre voci nel paniere economico cittadino hanno sempre prevalso, portando ad una serie di scelte a dir poco discutibili, ma i tempi sono cambiati come gli stessi abitanti che stanno imparando ad apprezzare, e non solo a tollerare, l’arrivo del turismo e dei turisti. La Spezia è collocata in una posizione strategica unica ed impareggiabile: il Mar Ligure la lambisce e mitiga il suo clima, l’Appennino Tosco-Emiliano le cinge le spalle, la vicinanza alla Toscana facilita i collegamenti verso sud e la ricchezza del paesaggio è tale da collocarla esattamente al centro di due parchi Mab dell’Unesco. Mare, montagna, collina, pianura, fiumi, borghi dalla storia antica: i dintorni spezzini sono ricchissimi. Ma il centro città cosa può offrire? Davvero tantissime cose e per nulla scontate. Vi accompagno in una passeggiata virtuale tra le eccellenze spezzine.

 

Visitare La Spezia: organizzare il percorso

Per visitare La Spezia non occorre l’auto perchè il centro è piccolo ed è possibile muoversi a piedi con facilità. Il punto di partenza privilegiato non può che essere il suo lungomare: una passeggiata punteggiata di palme ed orlata da curatissimi giardini.

Visitare La Spezia

Si chiama passeggiata Morin ed è uno dei simboli cittadini, il suo biglietto da visita nonchè lo sbocco a mare . Da qui partono i traghetti che portano a Portovenere o alle Cinque Terre, a questa banchina sono attraccati i pescherecci della flotta cittadina e sempre in questo punto si svolgono le celebrazioni della massima festa locale che si ripete ogni anno la prima domenica di agosto. Dalla passeggiata Morin parte il Molo Italia, prolungamento verso mare della stessa. Un faro rosso delimita la sua parte estrema e permette di gettare lo sguardo sull’immenso porto mercatile: una città nella città. Dalla parte opposta invece un ponte futuristico congiunge il centro  con una recente conquista. Si chiama Ponte Thaon Revel la moderna struttura in acciaio che richiama la sagoma di una barca a vela e crea una naturale prosecuzione del nucleo cittadino verso il mare e verso il nuovissimo Porto Mirabello.

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Anche in questo caso linee leggere accompagnano i moderni edifici ed i locali di un porticciolo che ha disegnato il nuovo volto della città. Il lungomare urbano è andato quindi arricchendosi di una appendice capace di competere con i centri più all’avanguardia sia per architettura che per offerta di servizi. Il cuore del centro storico si sviluppa alle spalle del mare dopo aver superato una fascia di verde corrispondente ai giardini . Il loro nucleo storico risale all’Ottocento e sia per estensione che per patrimonio botanico custodito sono considerati tra i più importanti d’Italia.

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Tra la vegetazioni sono visibili statue legate ad illustri personaggi tra cui troneggia il Monumento Equestre di Giuseppe Garibaldi nel disegno di Giuseppe Garella. La tradizione vuole che il cavallo che si regge solo su uno zoccolo sia una vera particolarità. Da qui parte il nucleo cittadino un tempo ben chiuso all’interno di una cinta muraria di protezione.  Il nome della città comparve per la prima volta in un documento datato 1071 quando il fulcro dell’originario borgo corrispondeva all’attuale Poggio.

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Via del Prione rappresenza l’essenza della città, una via stretta, quasi un carrugio, in  cui convergono  tante altre piccole strade e su cui si concentrano svariate attività commerciali. In Via del Torretto, Via Sant’ Agostino e Piazza Sant’Agostino si affacciano eleganti palazzi nobiliari di epoca seicentisca. Dal lato opposto, oltrepassando Via del Prione, si apre una vasta piazza su cui domina il vecchio duomo dedicato a Santa Maria e caratterizzato da un’ampia facciata decorata a strisce bianche e nere e con un grande rosone centrale. Al suo interno sono conservate opere significative dei fratelli Della Robbia.

Tra le vie del centro si diffondono gli aromi buoni della cucina tradizionale, fatta di ingredienti poveri come la farina di ceci ed i legumi. Nella storica piazza del mercato, recentemente ristrutturata con linee moderne, ogni mattina si svolge uno scambio vivace di merci di ogni genere.

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Ma le piazze cittadine sono molteplici ed alcune, in particolare, sono state oggetto di una recente riqualificazione. Lasciando nuovamente il centro alla volta del mare, con una piccola deviazione s’incontrano gli eleganti portici di Via Chiodo ed in rapida successione Piazza Verdi prima e Piazza Europa poi. Nel primo caso la struttura originaria è stata completamente rivoluzionata a favore di una nuova organizzazione degli spazi e di arredi urbani futuristici, nel secondo caso è stata mantenuta pressochè invariata la planimetria ed anche i materiali originari sono stati preservati.

Visitare La Spezia significa attraversare la sua storia raccontata dagli edifici, dalle piazze e dalle recenti innovazioni. Purtoppo gli eventi bellici hanno contribuito in parte a cancellare il suo passato ma molto resta impresso tra le vie cittadine di ciò che è stato e di ciò che si impegna a diventare.

Visitare La Spezia:i suoi musei

Nonostante le sue dimensioni contenute, La Spezia vanta una scelta museale di primordine e negli ultimi anni le amministrazioni hanno lavorato molto per rendere il patromonio a disposizione fruibile a tutta la cittadinanza e non solo. Consiglio di iniziare un tour alla scoperta del patrimonio culturale cittadino partendo dalle emergenze più risalenti, ospitate all’interno del Museo Civico Archeologico Formentini. Bisogna salire su di un colle che domina l’intero spazio urbano per accedere al Castello San Giorgio le cui sale sono utilizzate da qualche anno per esporre reperti imporanti per ricostruire la storia della Spezia.

Alle raccolte naturalistiche di Giovanni Podenzana lasciate in dono alla città si vanno a sommare i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi dei bacini dell’Arsenale Militare e messi insieme grazie al lavoro del geologo Giovanni Cappellini. Il percorso museale ripercorre la storia del territorio dalla Preistoria fino al Medioevo . In particolare al piano inferiore sono conservati reperti rinvenuti in zona che vanno dal pleistocene fino alla romanizzazione mentre al piano superiore l’esposizione si concentra sui resti dell’antica città di Luni. Le statue stele sono a mio avviso le vere protagoniste del museo per la loro unicità e soprattutto l’alone di mistero che ancora le circonda. Si tratta di statue-menhir, antropomorfe, riconducibili al fenomeno del megalitismo. I ritovamenti più significativi nel genere sono quelli legati alla zona di confine tra Liguria e Toscana ma altri esemplari rintracciati sia in Italia che in Europa fanno supporre un singolare legame tra queste popolazioni su cui si sta ancora indagando. Alla bellezza delle collezioni si associa un fantastico panorama che dalle terrazze del castello permette di arrivare con lo sguardo fino al mare. E’ proprio ai piedi di questo colle che risale il nucleo cittadino più risalente ed in cui bisogna immergersi per visitare La Spezia e le altre eccellenze spezzine. E’ intitolato ad Amedeo Lia ed è ospitato nelle sale del complesso conventuale dei frati minori di San Francesco di Paola un museo unico nel suo genere e nella sua storia.

Le oltre mille opere custodite al suo interno sono frutto della passione infinita per l’arte di un solo uomo che decise di donare quanto raccolto in vita alla sua città. Opere variegate che vanno dai dipinti alle miniature, dagli oggetti liturgici alle sculture appartenenti ad un arco temporale amplissimo che ha meritato al Museo Lia l’appellattivo di “piccolo Louvre”. Nel palazzo adiacente, la Palazzina delle Arti “Lucio R.Rosaia”  si trova un altro tesoro di valore inestimabile. Anche in questo caso il materiale esposto è frutto della donazione di una coppia di spezzini, Lilian ed Euro Cappellini, ed espone oltre millecinquecento sigilli dalle forme e dalle storie assai singolari. Il Museo del Sigillo della Spezia è di sicuro un unicum nel panorama museale italiano. Sulla stessa Via del Priore si trova il Museo Diocesano che ha sede nell’Oratorio di San Bernardino risalente al XV secolo. Il museo ha lo scopo di ripercorrere la storia della diocesi locale attraverso oggetti liturigici ed opere d’arte di notevole pregio. Sempre nel centro storico trova posto il Camec, il centro di arte moderna e contemporanea della Spezia. L’edificio risalente al XX secolo conobbe alterne vicende fino ad essere quasi completamente distrutto durante il conflitto della Seconda Guerra Mondiale.

La sua riqualificazione corrisponde ad un preciso piano di recupero di valorizzazione del patrimonio cittadino ed allo stesso tempo alla necessità di dotare La Spezia di uno spazio aperto alla riflessione sulle più attuali tendenze artistiche. Infine vorrei spendere qualche parola sul Museo Tecnico Navale della Spezia recentemente frutto di un rialesstimento davvero interessante. La collezione si sviluppa su due piani ed in più ha a disposizione uno spazio esterno. Al primo piano sono custoditi modellini di antiche navi e reperti provenienti dalla marineria italiana. All’interno di uno spazio suggestivo è riscostruita la vita dei primi palombari ed esposto l’insieme degli attrezzi necessari per portare a termine le proprie missioni. Al piano superiore, in un ambiente manenuto a temperatura costante, fanno bella mostra di sè antiche ed imponenti polene davvero affascinanti. Le polene sono decorazioni collocate nella prua delle navi allo scopo di proteggere e portare fortuna all’imbarcazione oltre ad indicarne il nome. L’uso si diffuse tra il XIV ed il XIX secolo ed in alcuni casi portò alla realizzazione di veri e propri capolavori.  Per tutti gli amanti del genere e non solo, una visita a questo museo è una tappa obbligata durante un soggiorno a La Spezia.

La Spezia custodisce il suo spirito di città legata al mare ed alle sue tradizioni unita alla capacità di guardare al futuro con speranza. Negli ultimi anni è stato avviato un profondo cambiamento ed una nuova visione sta prendendo piede tra gli abitanti sempre più consapevoli che nel turismo , nell’apertura mentale e nel rinnovamento si trova la risposta agli interrogativi delle giovani generazioni.

 

Info utili

Per visitare La Spezia e’ consigliabile lasciare la macchina in un parcheggio a pagamento e girare per il centro a piedi. I parcheggi più comodi sono quello sotterraneo di Piazza Europa a pagamento oppure quello della Stazione, sempre a pagamento e con collegamento Telepass.

Link utili

My Spezia

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

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3 Comments:

  1. Forse perché sono stata sotto un cielo grigio per tanto tempo ultimamente, che nelle foto, molto belle, mi ha colpito il cielo blu! Post molto utile!

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