VOLTERRA, GIOIELLO DELLA VAL DI CECINA

Particolare di urna in alabastro- Museo Guarnacci Volterra

Non si è ancora lasciata la  provincia di Pisa che già il territorio inizia ad assumere i connotati  della Toscana più tipica ed autentica, mentre si  percorre una suggestiva strada di campagna in direzione di Volterra. Anche se siamo in pieno inverno la ricca vegetazione lascia facilmente intendere quale meravigliosa scenografia possa fare  da cornice a questi luoghi una volta passati i mesi più freddi. Ma il gelo paventato da tutti i siti di meteorologia e dai canali televisivi non ci spaventa perché abbiamo in programma un vero e proprio “viaggio nel tempo” tra il glorioso passato di questa terra. Il cielo terso ci incoraggia a tenere un ritmo serrato per non sprecare neanche un attimo della nostra giornata. Prima nostra tappa è l’ufficio della promozione turistica Volterratour in cui ci procuriamo un’utilissima audioguida ed una mappa della città. Il colpo d’occhio che abbiamo su Piazza dei Priori, anche se momentaneamente invasa dalle bancarelle del mercato settimanale, è sensazionale. Cartina alla mano iniziamo ad elaborare un rapido itinerario capace di farci raggiungere i punti più significativi di Volterra, compatibilmente con gli orari di apertura dei siti e dei musei. Prima però di iniziare il tour vero e proprio una sosta è d’obbligo presso un laboratorio di alabastro.

Laboratorio di alabastro Alabarte

Ad Alabarte, il cortese titolare ci accoglie nonostante il nostro ritardo. Tramite uno scambio di mail avevo riscontrato la disponibilità dei proprietari a condurci all’interno del loro laboratorio alla scoperta della loro interessante attività. Una coltre bianca posata sul pavimento è la prima cosa che notiamo, una volta varcata la soglia del negozio. L’alabastro è un tipo di roccia preziosa e rara presente in pochissimi luoghi sulla terra. La trasparenza è la sua principale virtù che lo rende particolarmente adatto ad essere utilizzato per creare oggetti decorativi e lampade. Da queste parti si conosce ed utilizza da molto tempo, infatti già gli Etruschi ne erano grandi estimatori. Muovendoci tra preziose statue e strumenti da lavoro, seguendo con attenzione le parole di uno dei titolari, veniamo a conoscenza di molti segreti di questo minerale : come si trova in natura, quali sono le varietà, come si lavora.

Ne restiamo affascinati. Il tempo però è tiranno e dobbiamo rimetterci in marcia. Per muoversi tra le attrazioni del centro in autonomia, ma supportati da tutte le necessarie informazioni, l’ufficio del turismo mette a disposizione comode audioguide grazie alle quali è possibile scoprire a poco a poco la città. Esiste anche una comoda app che per i dispositivi Apple si scarica direttamente da I-Tunes mentre per i dispositivi android si attiva con un codice di sblocco acquistabile presso l’ufficio turistico. Con la Volterra Card infine si ha la possibilità di visitare le principali attrazioni cittadine con un solo biglietto.

A poche centinaia di metri dal laboratorio di alabastro ci accoglie il Museo Guarnacci, un vero e proprio tempio della cultura etrusca. Quanto contenuto al suo interno è il frutto della passione di un abate collezionista di reperti antichi, Mario Guarnacci, la cui maestosa statua campeggia tra i preziosi reperti.

Museo Guarnacci di Volterra

Oltre ad essere uno dei più antichi Musei pubblici d’Europa questo luogo contiene un enorme patrimonio composto da urne, oggetti in bronzo, avorio, vetro, oro, ceramica che permettono di seguire lo sviluppo della città dall’età villanoviana al periodo ellenistico. Indugiando tra i numerosi reperti si percepisce in particolar modo la grandezza e raffinatezza del  popolo etrusco la cui attitudine artistica è percepibile da opere quali l’Ombra della sera, bronzetto votivo risalente al III secolo a.C o l’Urna degli Sposi  dai dettagli incredibilmente accurati, per citare le più famose.

DSCN8406

La nostra visita prosegue nella zona dell’acropoli dove sono stati trovate le fondamenta di due templi  ed altre significative testimonianze, seppur non visibili ad un occhio poco esperto, di stratificazioni capaci di documentare lo sviluppo della città dalla preistoria fino al secolo XV. Da questa posizione si può abbracciare con uno solo sguardo il nucleo centrale di Volterra. La zona è nota anche per un complesso sistema di cisterne tra cui la cosiddetta   “piscina” in cui è possibile accedere. Tramite una stretta scala a chiocciola infatti si può scendere nei meandri della terra per ammirare un’opera realizzata dai romani alla scopo di raccogliere l’acqua piovana. Una visita che non si può perdere !

Cisterna romana di Volterra

Questo parco archeologico è inserito all’interno di una bella area verde delimitata dalla fortezza medicea oggi sede di un’istituto penitenziario. In una seconda area archeologica sono visibili i resti di un teatro romano di età imperiale e di una zona termale costruita sui suoi resti. Per accedervi bisogna attraversare porta Fiorentina uno dei tanti punti di accesso alla città facenti parte della cinta muraria . Tra le porte la più famosa è però  porta all’ Arco, costruita con grandi blocchi di tufo e adornata da tre teste scolpite, testimone dell’imponenza propria delle porte cittadine etrusche.

Porta all'arco di Volterra

Concludiamo il nostro percorso all’interno del Palazzo dei Priori, con un balzo temporale in avanti piuttosto significativo: si tratta infatti di un’edificio risalente all’Età dei Comuni. Era qui che il gruppo di Anziani, soprannominati in seguito Priori, vivevano e prendevano le decisioni. Alla sobria facciata esterna si contrappongono i ricchi affreschi interni, in particolare nella Sala del Consiglio è ancora ammirabile l’Annunciazione di Iacopo di Cione Orcagna ,  risalente al 1398.

Palazzo dei Priori di Volterra

Salendo sulla torre pentagonale è possibile godere di un panorama su tutta la città di Volterra davvero impareggiabile. Il nostro viaggio nel tempo termina al cospetto di questa pittoresca immagine ma un’ultima sosta lungo la strada del ritorno in prossimità delle balze, un caratteristico fenomeno franoso, ci fa salutare questi luoghi con uno speranzoso arrivederci! 

Veduta dal Palazzo dei Priori di Volterra

 

Link utili : Consorzio di Promozione Turistica Volterra Tour

                       Alabarte

Info utili:

Dove mangiare: Porgi l’altra pancia-Cucina e prodotti del territorio-Via Matteotti, 37-Volterra

(Testi e foto di Serena Borghesi-riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com-Si ringrazia Volterratour per il supporto organizzativo)    

Share on Facebook0Share on Google+0Pin on Pinterest0Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *