ALLA SCOPERTA DI SIENA, TRA OPERE D’ARTE E PRODOTTI TIPICI

Prosegue il viaggio di Sara tra le dolci colline toscane con una sosta d’obbligo in quel di Siena.

 

Siena

 

Poco più di dieci minuti di strada e da Colle di Val d’Elsa abbiamo raggiunto Siena. Per preservare le energie in vista della giornata si è rivelata azzeccata la scelta di lasciare l’auto al Parcheggio S. Francesco, dal quale partono le scale mobili che conducono direttamente nel centro storico. Giunti alla meta, la prima sosta è stata dedicata alla Basilica di San Francesco (da qui il nome del posteggio), un edificio davvero imponente e poco battuto dal turismo di massa, noto soprattutto per un miracolo assai singolare. Circa trecento anni ors ono, infatti, vennero sottratte dalla Basilica centinaia di ostie consacrate, successivamente in gran parte rinvenute e rimaste tutt’oggi prodigiosamente intatte! Non solo. L’interno della Basilica ospita i vessilli di tutte le contrade che si contendono il celeberrimo Palio di Siena due volte l’anno, lasciando da subito intendere l’estrema importanza rivestita da questa manifestazione nel sentire comune dei senesi. La mia bimba, spezzina doc, è abituata a vivere con passione ed intensità i preparativi del Palio del Golfo e la gara stessa, che, ogni prima domenica di agosto, vede contrapporsi in un’emozionante competizione remiera le tredici borgate marinare che si affacciano, da una costa all’altra, sullo scenario del Golfo dei Poeti. Forse anche per questo motivo le curiosità sul Palio di Siena e la sua organizzazione l’hanno subito affascinata e la giornata è stata scandita da un’ininterrotta caccia di tutta la famiglia ai simboli delle contrade disseminati per la città.

 

Piazza del Campo-Siena

 

Così le facciate dei palazzi, gli stipiti delle porte cittadine, ma anche i numeri civici delle abitazioni sono stati attentamente osservati da mattina a sera alla ricerca di bruchi, unicorni, torri, oche, che puntualmente venivano trovati qua e là. D’altronde i senesi vivono il Palio fin dalla loro nascita, ricevendo il battesimo della contrada di appartenenza in occasione della festa patronale mediante la consegna del fazzoletto che ne riporta i colori, ed è per loro naturale vivere il Palio anche nel quotidiano. Passeggiando lungo la principale via pedonale, Piazza del Campo ci è comparsa a fianco all’improvviso, in tutta la sua magnificenza. A causa, però, di una fitta e fastidiosa pioggerellina, abbiamo dedico di dedicarci intanto alla scoperta del Duomo di Siena, un autentico gioiello in stile romanico-gotico tipicamente toscano. La biglietteria nell’omonima piazza consente di acquistare diverse opzioni cumulative, a seconda delle attrazioni ricomprese nell’Opera del Duomo che si intendano visitare. Noi abbiamo deciso di limitare la visita al Duomo ed alla Libreria Piccolomini, anche per non appesantire troppo la giornata della piccola viaggiatrice.

 

Il Duomo di Siena

 

Il Duomo, d’altronde, è un vero spettacolo e da solo merita la visita della città. Fin dall’esterno, con le sue guglie ed i suoi campanili, lascia estasiato il turista, ma l’interno contiene degli autentici capolavori. Il pavimento è più di tutte l’opera che non ci si aspetta, composta da ben cinquantasei scene incise ed intagliate su marmo tra il ‘300 ed il ‘500 da importanti artisti dell’epoca, tutti originari di Siena, tranne il Pinturicchio. Le incisioni più preziose vengono protette da una pavimentazione speciale per gran parte dell’anno e, in occasione della nostra visita, erano effettivamente coperte, ma questo non ci ha impedito di ammirare le opere visibili, ugualmente pregiate ai nostri occhi. Oltre alle audioguide, all’interno della Cattedrale è ubicato un fornitissimo bookshop, dove abbiamo comprato un album con adesivi, “Animal stickers”, dedicato al Duomo, che ha aiutato Martina a completare la visita con maggior interesse ed entusiasmo, imparando, ad esempio, che simbolo di Siena è la lupa con i due gemelli figli di Remo, ad evidenziare l’origine romana della città. Terminata l’esplorazione del Duomo, era giunta l’ora di entrare in un locale per il pranzo, questa volta a base di pici, salumi, formaggi, una deliziosa panna cotta alla lavanda e gli immancabili cantucci con vin santo.

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La sosta, in effetti, ci ha premiati, perchè, appena usciti dalla trattoria, abbiamo potuto mettere da parte ombrellini ed impermeabili, per poter finalmente percorrere in lungo e in largo Piazza del Campo. E’ una piazza davvero unica, a forma di conchiglia, divisa in nove spicchi, tanti quanti i Governanti della città nel suo periodo di maggiore benessere e prosperità, e sembra comunque uno spazio raccolto rispetto alle immagini del Palio che si è soliti vedere in TV. Sormontata dalla famosissima Torre del Mangia, attualmente in corso di ristrutturazione, e dal Palazzo Civico, la Piazza è il cuore di Siena, i più giovani vi si sdraiano rilassati, i meno giovani si siedono ai tavoli del Bar Pasticceria Nannini e degli altri caffè che si affacciano sulla Piazza stessa. Ma, dopo una pausa rigenerante, la visita al palazzo Civico ed ai suoi tesori è d’obbligo. Esso racchiude alcune opere davvero incredibili, tra cui la Maestà di Simone Martini, riprodotta a modo suo da Martina sul quaderno di viaggio, ed Il Buono e il cattivo Governo, di Ambrogio Lorenzetti, primo ciclo pittorico a tema civile e non religioso.

 

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Dopo tanta storia ed arte, occorreva comunque un break, così, dopo esserci allontanati solo poche centinaia di metri da Piazza del Campo, ci siamo praticamente trovati in aperta campagna presso l’Orto de’ Pecci, una struttura che affianca ad un ristorante-pizzeria, gestito da una cooperativa sociale, la ricostruzione di un orto medievale e asino, capre e pavoni che circolano in libertà per la gioia dei più piccoli. Il tutto mentre la Torre del Mangia rimane sempre sullo sfondo. A questo punto l’esplorazione di Siena per noi si è conclusa. Giusto il tempo di comprare qualcuno dei prodotti tipici più apprezzati dalla famiglia presso il Consorzio Agrario di Siena, con un negozio in pieno centro, e facciamo ritorno al parcheggio, certi che ci sarà una prossima occasione per scoprire quanto Siena ha ancora da offrirci.

Info utili:

Dove mangiare:

Il Mangione

Link utili:

Ente del Turismo di Siena

Comune di Siena-Ufficio del Turismo

(Testi e foto di Sara Fascio-la foto di copertina è tratta da Flickr con licenza d’uso e modifiche riproduzione riservata www.viaggi-nel-tempo.com)

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